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Che cosa da il valore ad un oggetto?

Sicuramente l’idea, il progetto, le persone coinvolte nella sua nascita. E poi la Maestria nella realizzazione, che si vede e si sente anche da non specialisti. CONviviamo con gli oggetti, e, certamente, vogliamo conoscerli bene. C’è tanto da sapere e da raccontare. Quindi, buona lettura!

Il magico mondo di FontanaArte

Cartoccio

Anno 1932

Design Pietro Chiesa, per FontanaArte

Un vaso

 

Uno degli oggetti più innovativi progettati dall’ardente mente creativa di Pietro Chiesa è senza dubbio il famoso vaso Cartoccio. Questo eccezionale esempio di longevità produttiva è ancora in catalogo oggi, più di ottant’anni dopo che fu pubblicizzato per la prima volta in Domus nel dicembre 1935. È formato dalla semplice piegatura a caldo di una lastra di vetro precedentemente profilata, posta nella fornace su un metallo profilo, in varie forme, per dare al vaso una serie di pieghe e, appunto, la sua caratteristica forma a “cono”.

Un oggetto assolutamente essenziale con un modernismo senza tempo. E’ stato subito molto popolare, realizzato con vari tipi di lastre, che mostravano il taglio del diamante, le nervature, il vetro punteggiato. Per quanto riguarda la forma, è stata utilizzata almeno una ventina di stampi moderni per creare i modelli. 

 

Pietro Chiesa - direttore artistico di FontanaArte

Mentre la produzione si fermava all’inizio della guerra, la produzione dei vasi Cartoccio fu ripresa mentre la guerra era ancora in corso, nel 1944, nello stabilimento temporaneo di Crevenna d’Erba, che dimostra che questo modello era molto richiesto nonostante tutto.

Per la sua esecuzione sono stati utilizzati anche altri tipi di vetro: vetro opalino, vetro colorato, acidato… E nei primi anni ’50, per la Triennale del 1951, nella Glass Gallery, è stata mostrata una nuova versione, brillantemente disegnata da Roberto Menghi, nella quale ha utilizzato fogli ottenuti da diversi strati di vetro colorato sabbiato, che creavano motivi punteggiati e regolari con un effetto positivo-negativo, se non addirittura motivi astratti. È stato così difficile realizzare questi pezzi che difficilmente potevano andare oltre il livello del prototipo.

È naturale paragonare un altro vaso di vetro che ha fatto anche la storia del design, il famoso modello Savoy disegnato da Alvar Aalto nel 1936, prodotto dal vetraio Karlshula-Iittala in Finlandia. Inoltre, richiama la sua forma sebbene con una concezione esecutiva del tutto opposta, essendo un vetro soffiato in uno specifico stampo di legno.

Entrambi sono ancora in produzione, sebbene con le varianti adottate nel corso degli anni in dimensioni o materiali. Sono uno straordinario esempio di design senza tempo, grazie ad un progetto iniziale in cui l’essenzialità e la semplicità hanno creato una forma pura, oltrepassando i vogues, una vera sintesi del pensiero creativo dei loro creatori.